
CAITHNESS · CASTELLI E DIMORE
Castle of Mey.
Una casa, davanti al Nord.
Il rifugio della Regina Madre, le stanze vissute e il mare verso le Orcadi: una tappa del nostro viaggio lungo la North Coast 500.
IL NOSTRO SGUARDO SULLA SCOZIA
Il castello che racconta anche una vita quotidiana
Lo sapete quale residenza scozzese era particolarmente cara alla Regina Madre? Il Castle of Mey, nel Caithness, sulla costa più settentrionale della mainland. Un castello raccolto, con il mare davanti e le Orcadi all’orizzonte quando la visibilità lo permette.
Ci colpì già durante il nostro viaggio in famiglia. Fra quelle stanze si percepisce qualcosa di domestico: oggetti, fotografie e piccoli dettagli raccontano una casa vissuta, insieme alla sua storia reale.
Oggi il Castle of Mey è anche una delle tappe del nostro tour North Coast 500. Ci piace affiancare ai grandi paesaggi del Nord luoghi con una storia e un carattere propri. Qui trovate il nostro racconto, insieme alle informazioni utili per organizzare la visita.
La storia del Castle of Mey: dai Sinclair alla Regina Madre
Il castello si trova fra Thurso e John o’ Groats, affacciato sul Pentland Firth, il tratto di mare che separa la costa settentrionale dalle Orcadi. È una posizione che contribuisce molto al fascino della visita.
Fu costruito fra il 1566 e il 1572 da George Sinclair, quarto conte di Caithness, per il figlio William. La pianta a Z, le torrette e le feritoie raccontano la sua origine cinquecentesca. Nei secoli successivi fu modificato e passò attraverso diversi proprietari.
Per un periodo fu conosciuto come Barrogill Castle. Le trasformazioni ottocentesche, affidate all’architetto William Burn, aggiunsero ambienti e cambiarono il suo aspetto. La storia di Mey non comincia quindi con la famiglia reale, anche se è proprio quel legame a renderlo oggi così conosciuto.
L’acquisto del 1952
Dopo la morte di Giorgio VI, la Regina Elisabetta, la Regina Madre, soggiornò nel Caithness presso i Vyner. Vide il castello, che versava in cattive condizioni, e lo acquistò nel 1952 dal capitano Imbert-Terry. Avviò il recupero degli edifici, dei giardini e della tenuta, riportandolo al nome Castle of Mey.
Mey divenne il suo rifugio scozzese: vi trascorreva alcune settimane in agosto e tornava in ottobre. Guardando il mare e passeggiando attorno al castello, non faccio fatica a capire il desiderio di ritornare.
Una storia che continua
Nel 1996 la Regina Madre affidò il castello al Queen Elizabeth Castle of Mey Trust, per preservarne il futuro. Oggi la King’s Foundation è trustee del Trust; Carlo III mantiene un legame con Mey che risale alla sua infanzia.
Le visite pubbliche convivono con esigenze della tenuta e periodi di chiusura. Per questo non conviene pianificare la tappa soltanto sulla base della stagione: serve controllare le date effettive.
Visitare gli interni: i dettagli che mi sono rimasti
La nostra visita fu accompagnata da una guida che raccontava le abitudini della Regina Madre e gli aneddoti legati alle stanze. Ricordo l’aria familiare degli ambienti: non solo una residenza reale da ammirare, ma una casa da immaginare abitata.
Anche i nostri bambini si divertirono, grazie a una piccola ricerca di oggetti proposta durante quella visita. È un ricordo della nostra esperienza: se viaggiate con bambini, chiedete quali attività siano disponibili nelle vostre date.
L’ingresso e il salone
Nel nostro racconto avevano trovato posto gli stivali, la giacca, le conchiglie raccolte sulla costa e le fotografie dei corgi. Sono dettagli che avvicinano la storia a gesti quotidiani. Il salone, dove la Regina Madre riceveva e prendeva il tè, conserva proprio questa sensazione di luogo vissuto.
Fra gli oggetti ricordavamo anche piccoli doni curiosi, come il pupazzetto del mostro di Loch Ness in tartan. È il genere di particolare che cattura l’attenzione più di un elenco di arredi preziosi.
La biblioteca e la stanza dello scudiero
La biblioteca era diventata uno spazio privato della Regina Madre. Durante la visita ci raccontarono delle serate trascorse con gli ospiti fra giochi di carte e programmi televisivi: una dimensione molto più quotidiana di quella che si immagina pensando alla vita di corte.
La stanza dello scudiero, l’Equerry’s Room, rimanda invece al lavoro e all’organizzazione della casa. Le vedute sul Pentland Firth aiutano a capire quanto il paesaggio sia presente anche negli interni.
La sala da pranzo, la dispensa e le cucine
La sala da pranzo racconta il piacere di ricevere e condividere la tavola. Nel nostro primo resoconto avevamo annotato le abitudini della cena e i piccoli gesti con cui la Regina Madre concludeva la serata: sono proprio questi racconti della guida a rendere interessante la visita.
Poi ci sono la dispensa e le cucine, dove si comprende il lavoro necessario a far funzionare la residenza. Il vecchio frigorifero e gli altri oggetti d’uso quotidiano ci colpirono quanto le stanze di rappresentanza.
Nel nostro primo articolo descrivevamo anche ambienti delle camere da letto e del piano superiore. Non considerate però quel racconto un elenco di locali sempre visitabili: il percorso pubblico indicato oggi comprende ingresso, biblioteca, stanza dello scudiero, salone, sala da pranzo, dispensa e cucina. Fate riferimento alla visita proposta nelle vostre date.
I giardini: una parte della visita da non lasciare di corsa
Al Castle of Mey ci sono anche i giardini recintati e gli spazi della tenuta. Qui, sulla costa settentrionale, vento e salsedine fanno parte delle condizioni reali: le mura proteggono le coltivazioni e contribuiscono a creare un ambiente più riparato.
Il giardino è cambiato e continua a essere curato, con percorsi e piantumazioni che invitano a passeggiare. Il suo aspetto varia nel corso della stagione: è un buon motivo per non aspettarsi sempre la stessa fotografia.
Mi piace questa alternanza fra la visita degli interni e il tempo fuori. Prima i racconti della casa, poi il paesaggio che l’ha resa un luogo a cui tornare. Lasciate spazio a entrambe le parti, se desiderate conoscere Mey oltre la facciata.
Informazioni pratiche: come preparare la visita
Aperture e biglietti
La visita pubblica è stagionale, normalmente fra maggio e settembre, con giorni di apertura e periodi di chiusura da verificare. Non basta sapere che siete in Scozia in estate: può esserci una sospensione delle visite anche all’interno della stagione.
Consultate il calendario ufficiale e controllate ultimo ingresso, modalità di acquisto e tipo di biglietto. Non riporto i prezzi della vecchia versione: distinguete anche l’accesso al castello da quello ai giardini e alle altre aree.
Castle of Mey: aperture e chiusure ufficiali →
Biglietti e tariffe del Castle of Mey →
Lingua, fotografie e tempo da dedicare
La visita che ricordiamo era guidata in inglese. Il sito ufficiale segnala oggi una scheda informativa tradotta anche in italiano: chiedetela al momento dell’ingresso. È un supporto alla visita, senza presumere che si tratti di un’audioguida o di un tour condotto in italiano.
All’interno del castello non sono consentite fotografie. Per questo privilegio qui le nostre immagini dell’esterno e della costa, lasciando alle parole il racconto delle stanze.
Prevedete il tempo per il percorso interno, i giardini e un’eventuale pausa. Non organizzerei questa tappa come una fotografia di pochi minuti fra due trasferimenti.
Servizi e accessibilità
Il Visitor Centre ospita biglietteria, negozio, sala da tè e servizi igienici. Verificate gli orari e le modalità di pagamento: il sito indica pagamenti con carta e contactless al centro visitatori.
Il castello è un edificio storico con scale e limiti di accesso. L’accesso in carrozzina agli interni non è attualmente possibile, mentre sala da tè, negozio e servizi del Visitor Centre sono indicati come accessibili. Per esigenze di mobilità contattate la struttura prima di arrivare e chiedete quali parti della visita siano adatte a voi.
Mey e la costa: il ricordo che va oltre il castello

Mey è uno di quei luoghi che ricordo anche per ciò che è successo fuori dalla visita. Durante il nostro viaggio in famiglia soggiornammo al The Hawthorns B&B: l’accoglienza dei proprietari rimane una parte bellissima di quel ricordo.
Arrivammo in serata e ci aiutarono a trovare dove cenare. Al mattino ci aspettava una colazione generosa, con frutti di bosco freschissimi. Ma il regalo più bello fu un consiglio: raggiungere un piccolo approdo vicino alla costa, dove avremmo potuto vedere le foche.
Le trovammo. Tranquille nel loro ambiente, mentre noi restavamo a osservare. È uno di quegli incontri che non si prenotano e non si promettono, ma che possono rimanere nel ricordo quanto una grande visita.
Se incontrate foche lungo la costa, mantenetevi a distanza e lasciate loro spazio: se si allertano o si muovono per la vostra presenza, siete troppo vicini. Il desiderio di una fotografia non deve disturbare il loro riposo.
Ricordo anche una spiaggia piena di conchiglie, che ci riportò ai racconti della guida sulle passeggiate della Regina Madre. Sono immagini semplici, ma spiegano bene perché questo tratto di Scozia mi sia rimasto dentro.
Le tappe nei dintorni
Nel vostro percorso potete affiancare Mey a Dunnet Head, a John o’ Groats e alle scogliere di Duncansby. Dunnet Head è il punto più settentrionale della mainland britannica: non va confuso con John o’ Groats, che è un luogo simbolico per i viaggi attraverso la Gran Bretagna.
Thurso è un’altra base possibile per conoscere il Caithness. Se proseguite verso le Orcadi, pianificate separatamente porto di partenza, traghetto e tempo da dedicare all’arcipelago: la vicinanza sulla mappa non sostituisce l’organizzazione del viaggio.
ALLOGGI · IL CARATTERE DEL LUOGO
Dormire vicino a Mey: scegliere anche l’atmosfera
La nostra esperienza al B&B appartiene a quel viaggio, senza dare per scontato che servizi, gestione e disponibilità siano rimasti identici. Per prenotare oggi, verificate le informazioni attuali della struttura scelta.
Nella tenuta esiste anche The Granary Lodge, un bed and breakfast ricavato negli edifici dell’antico granaio, con camere dal carattere individuale e spazi affacciati sul Pentland Firth. È una possibilità da valutare per chi desidera soggiornare in questo contesto: non è l’alloggio che stiamo indicando come incluso nel nostro tour.
Lo sapete, per me la posizione e l’accoglienza contano molto. Il luogo in cui dormiamo può aggiungere qualcosa al ricordo del Nord, insieme al percorso che scegliamo di fare.
VIAGGI DI GRUPPO · SCOTLAND4YOU
Castle of Mey nel nostro tour North Coast 500
Il Castle of Mey è una tappa del nostro tour Scozia selvaggia, Highlands e North Coast 500. Nel programma del viaggio è compreso l’ingresso al castello: una visita che affianchiamo alle spiagge, alle scogliere e ai paesaggi delle Highlands settentrionali.
Ci piace questa varietà. La North Coast 500 è una strada, ma il nostro viaggio si costruisce nei luoghi in cui ci fermiamo. Mey aggiunge una storia personale e un’atmosfera diversa, dentro un itinerario che ci porta verso l’estremo Nord.
Scotland4You è un tour operator e agenzia di viaggio italiana specializzata esclusivamente in Scozia. Viaggiamo in piccoli gruppi, con accompagnamento in italiano. Nella scheda prodotto trovate tutte le tappe, i servizi e le informazioni per partecipare.
Un castello, e il desiderio di conoscere il Nord
Quando ripenso a Mey, ritrovo il castello, ma anche le persone che ci accolsero, le foche e quelle conchiglie sulla riva. È questo insieme a dare valore al viaggio. La visita apre una porta sulla storia; il tempo attorno le aggiunge un ricordo personale.

Il Nord, dentro il vostro itinerario
Preferite viaggiare in autonomia? Possiamo costruire o revisionare un percorso che tenga conto delle distanze, delle aperture e del tempo necessario per conoscere il Caithness.
Un’auto per esplorare la costa settentrionale
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Volete conoscere il nostro tour o progettare un viaggio nel Nord? Scriveteci →

3 commenti
Non vedo l ora di andarci a maggio
!
Come i vostri bambini, anche io adoro i castelli e quelli del Regno Unito esercitano su di me un fascino davvero unico. E’ da anni che ho Castle of Mey nella bucket list, da quando da piccolina ho cominciato ad interessarmi alla famiglia reale inglese e ho cominciato ad apprezzare la figura della Regina Madre. Prima o poi ci andro’ di sicuro (la Scozia mi manca da morire!), nel frattempo faccio un bel tour con i tuoi articoli!